
via Serra Gropallo, 4
16167 Genova Nervi
tel: + 39 010 3231329
info@wolfsoniana.it, wolfsoniana@fondazionecultura-liguria.it
www.wolfsoniana.it, www.frcs.it
orari: martedì-domenica 10.00-19.
Con oltre 7.000 opere e 11.000 documenti, la Collezione Wolfson di Genova rappresenta una delle più importanti risorse a livello nazionale per lo studio, la ricerca e l’approfondimento della cultura e dell’arte del periodo compreso tra il 1880 e il 1945.
Creata in oltre trent’anni dal mecenate americano Mitchell “Micky” Wolfson Jr., la collezione si incentra su pittura, scultura, arti decorative e architettura del periodo che comprende i decenni tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. È composta da una quantità sorprendente di materiali artistici: dipinti e sculture, mobili e arredi completi, ceramiche e vetri, ferri battuti e argenti, tessuti e tappeti, disegni e progetti di architettura e poi manifesti, bozzetti, stampe e grafica, medaglie e giocattoli, libri, riviste, cataloghi, cartoline, dépliant, documenti d’ogni tipo.
L’interesse di Wolfson si è focalizzato non solo sulle valenze estetiche delle singole opere, ma anche sul loro significato e questo caratterizza il suo ambizioso progetto di collezionista: ricomporre, proprio attraverso gli oggetti, l’atmosfera e la cronaca del periodo tra il 1880 e il 1945, sessant’anni tormentati e pieni di contraddizioni che hanno visto l’affermarsi della produzione industriale, l’imporsi di un progresso tecnologico senza precedenti, l’alternarsi di dittature e governi democratici, e poi due guerre mondiali, nuovi mezzi di trasporto e comunicazione, un diverso senso del tempo e dello spazio, in breve la nascita del mondo contemporaneo.
Il carattere multidisciplinare della raccolta garantisce nel suo insieme un approccio originale alla ricostruzione di quell'epoca, attivando un gioco di rimandi nell'approfondimento di alcune caratteristiche tematiche del tempo, quali ad esempio il cambiamento del gusto e degli stili nelle abitazioni private e negli edifici pubblici, i processi delle trasformazioni urbanistiche, i nessi tra arte e propaganda politica, l'evoluzione dei mezzi di trasporto, lo sviluppo della tecnologia e i suoi riflessi sul mondo del lavoro e il diffondersi di nuovi comportamenti sociali.
La sterminata collezione di Micky Wolfson è divisa tra Miami e Genova.
In Florida egli ha istituito The Wolfsonian, diventata nel 1997 un dipartimento della Florida International University, un museo e centro di ricerca con sede in un edificio della fine degli anni Venti nel cuore del famoso Art Deco District.
È a partire dal 1993, quando viene aperto il deposito-centro studi di via Asilo Garbarino, che la presenza della collezione Wolfson di Genova diventa significativa nella vita culturale non solo cittadina. Nel 1999 la collezione, che comprende opere e oggetti in prevalenza italiani, ma con significative testimonianze internazionali, viene affidata alla Fondazione Regionale Cristoforo Colombo. Nel 2005 viene aperta la Wolfsoniana, la sede espositiva permanente della collezione in via Serra Gropallo all’interno del Polo dei Musei e dei Parchi di Nervi, che diventano così una realtà sfaccettata ma omogenea nel concentrarsi specificamente sull’arte dell’Ottocento e del Novecento. Il Comune di Genova ha messo a disposizione l’edificio e le competenze professionali necessarie al suo restauro e rifunzionalizzazione. Un contributo ad hoc elargito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia e un ulteriore finanziamento della Regione Liguria hanno consentito la realizzazione degli interventi strutturali e tecnici e dell’allestimento museale della Wolfsoniana, inaugurata il 16 dicembre.
Nel 2007 Wolfson ha donato la collezione alla Fondazione Colombo, che nel 2008 viene trasformata in Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo. Nel frattempo il Centro Studi, in cui sono conservati la biblioteca specializzata, i numerosi archivi e lo sterminato patrimonio documentario, si è trasferito a Palazzo Ducale, dove si trova anche la sede della nuova fondazione.
Nell’edificio di via Serra Gropallo, progettato nel 1957 per uso scolastico dall’Ufficio Tecnico del Comune di Genova, che, dopo un impegnativo lavoro di ristrutturazione e adeguamento durato oltre un anno, è stato dotato delle condizioni microclimatiche e di sicurezza necessarie a un museo, è esposta una selezione di opere della collezione Wolfson di Genova. La Wolfsoniana si configura come la prima istituzione museale in Italia dedicata principalmente alle arti decorative e all’arte di propaganda del periodo compreso tra gli ultimi due decenni dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, senza trascurare le arti figurative, l’architettura e gli inizi del design industriale
Il percorso espositivo è ordinato secondo una scansione cronologica e intervallato da alcuni nuclei tematici, considerati particolarmente significativi per l’approfondimento dell’evoluzione artistica del periodo preso in esame e per la conoscenza delle problematiche connesse alla filosofia della collezione.
Il visitatore affronta un tracciato espositivo che, partendo dalle seduzioni di quel gusto per l’esotico diffusosi in Italia alla fine dell’Ottocento, si snoda attraverso le principali correnti linguistiche e espressive della prima metà del XX secolo, dall’art nouveau al déco, dal “novecento” al razionalismo. A documentare puntualmente la complessità culturale dell’epoca contribuisce in maniera determinante la straordinaria varietà di materiali conservati nella collezione Wolfson: dipinti, sculture, arredi completi, mobili, ceramiche, vetri, metalli, smalti, oggetti d’uso quotidiano e strumenti tecnologici.
Oltre all’esposizione permanente della collezione, organizzata attraverso un progetto di ordinamento che prevede la sostituzione periodica di una parte delle opere, il visitatore può approfondire i temi e le problematiche artistiche del periodo 1880-1945 grazie a un programma di esposizioni temporanee, allestite nelle sale appositamente previste al secondo piano.
Dall'inaugurazione sono state organizzate le seguenti mostre: Momenti della decorazione murale in Italia 1920-1940 (17 dicembre 2005 - 5 novembre 2006); Galileo Chini e i cicli decorativi per la Biennale di Venezia (15 novembre 2006 - 15 settembre 2007); Garibaldi. Il Mito. Manifesti e propaganda (17 novembre 2007 - 23 marzo 2008); Antonia Campi Ceramica e design (5 aprile - 2 novembre 2008); Dittatura di partito e vita quotidiana nella DDR. Dalle collezioni del Deutsches Historisches Museum di Berlino (29 novembre 2008 - 5 aprile 2009); Il deco termale. Galileo Chini e le Terme Berzieri di Salsomaggiore (29 aprile - 18 ottobre 2009); Pubblicità e propaganda. Ceramica e grafica futuriste (5 dicembre 2009 - 11 aprile 2011).
Attualmente lo spazio ospita la mostra Novecento a tavola che presenta tre sale da pranzo complete che, con l'aggiunta di quella di Piero Bottoni (1937) già in esposizione, permettono di ripercorrere l'evoluzione degli stili che hanno connotato il panorama delle arti decorative italiane nel periodo tra le due guerre e invitano a riflettere sui modi di vita dell'epoca, sul significato sociale della famiglia e sull'influenza dei comportamenti proposti dalla politica e dai moderni mezzi di comunicazione che allora si stavano imponendo. La mostra è quindi un invito a un viaggio interessante e originale che, prendendo spunto dalle sale da pranzo della Collezione Wolfson, ci stimola a riflettere sulle idee di famiglia e di alimentazione che hanno caratterizzato la storia italiana dell'ultimo secolo.
Il percorso si conclude con un vero unicum: L'Autarca, un tavolo progettato e brevettato a metà degli anni Trenta dal notaio genovese Angelo Fasce. Si tratta di un tavolo apparentemente normale, rotondo, senza decorazione. In realtà, grazie a una cinghia di trasmissione e a un complicato meccanismo di pesi e contrappesi, la parte centrale si può alzare e abbassare e contiene quanto necessario a un pasto completo, dall'antipasto al dolce. In questo modo i commensali non dovevano alzarsi per tutta la durata del pranzo. Il tavolo, restaurato e perfettamente funzionante, è presentato con il suo "corredo" originario: i piatti in terraglia rossa della Richard-Ginori, i bicchieri in vetro soffiato di Murano, le pirofile, le tazze da caffè in bachelite e metallo, le tovaglie e i tovaglioli in lino ricamato.

Una piccola sezione è dedicata al centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia: Italia unita alla Wolfsoniana che rientra nel progetto più ampio Italia Unita. Capolavori dell'Ottocento a Genova. Percorsi in città tra musei, mostre, collezioni e dimore.
Prendendo avvio dalla quattro statue dello scultore piemontese Giuseppe Carnevale, raffiguranti Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso Conte di Cavour e Giuseppe Mazzini, che accolgono il visitatore all'ingresso del museo, la sezione risorgimentale alla Wolfsoniana intende sottolineare i caratteri culturali e estetici della Collezione Wolfson.
Le due chiavarine con stemma sabaudo, databili intorno al 1890, mettono in risalto la preminente focalizzazione sulle arti decorative, a cui rimandano anche l'elaborata cornice intagliata del bassorilievo in rame sbalzato con l'effigie di Vittorio Emanuele II di Andrea Cariello, in prestito dal Museo del Risorgimento di Genova, e la statuina Staffordshire raffigurante Garibaldi. Il carattere storico delle altre opere documenta i processi politici del periodo preso in esame. In particolare i dipinti L'Italia dona la ferrovia a Genova (1905 c.) di Luigi De Servi e L'ingresso di Giommaria Angioj in Sassari (1877) di Giuseppe Sciuti fanno riferimento a due peculiari momenti celebrativi della storia locale. Il bozzetto per gli affreschi della Stazione Brignole commemora il contributo al processo di unificazione della penisola attraverso la costruzione di una rete ferroviaria nazionale, mentre lo studio per la decorazione del Palazzo della Provincia di Sassari celebra il patriota e eroe nazionale della Sardegna che, ispirato dalle idee della rivoluzione francese, guidò i moti rivoluzionari del 1794-96, combattendo contro i privilegi feudali.
Negli spazi delle mostre temporanee la Wolfsoniana ospita anche conferenze, convegni, incontri, dibattiti e altre iniziative culturali e ricreative connesse alle problematiche della collezione.
Il museo ha attivato una serie di laboratori didattici per avvicinare le scuole e il pubblico più giovane, sviluppa sinergie con le altre realtà museali del polo di Nervi, in particolare con la Galleria d'Arte Moderna, che già ospita una piccola selezione di opere della collezione, e opera in sintonia con il Centro Studi di Palazzo Ducale.